I Vini

Vini.jpg (9353 bytes)Nella prima metà dell'800, la Francia, colpita dalla fillossera, ebbe un'enorme necessità di vino da taglio e rivolse le sue richieste al Regno delle Due Sicilie, dando così il via ad una massiccia produzione di vino pugliese, soprattutto della terra d'Otranto. Gli impianti viticoli, favoriti dagli alti prezzi e da una politica creditizia molto lungimirante, trasformarono ampie distese cerealicole ed ortive in vigneti a grande produzione.
Nel 1866, con la denuncia, a seguito della questione romana, del trattato commerciale con la Francia, la regione si trovò con un vino senza sbocchi commerciali.
In seguito all'attacco anche qui della malattia portò alla distruzione dei vigneti ed al reimpianto, su ceppi americani, come uva da tavola oltre che da taglio, bloccando qualunque possibilità di crescita enologica per lunghissimo tempo.
Oggi, finalmente, le cose stanno cambiando.
I segni del risveglio sono ormai sotto gli occhi di tutti e, come in alcune tradizionali regioni agricole del Nord, anche qui, a parte piccoli lungimiranti produttori, antesignani della grande svolta, hanno avuto come portabandiera le grandi strutture delle cantine sociali.
Una pattuglia di giovani, e giovanissimi, enologi ed enotecnici ha cominciato a muoversi in questo grande altipiano sul mare, segnato dagli infiniti muri di pietra, dai grandi ventagli verde argento degli olivi. I grandi sconosciuti dell'enologia pugliese hanno cominciato a " cacciare la capu te lu saccu". Il primitivo, considerato a torto vitigno di poco pregio, l'Uva di troia, il grande dimenticato Aleatico, sono saliti alla ribalta per far vedere di che cosa possono essere capaci, se li si tratta come meritano.
Ci sono, oggi, in Puglia, degli ottimi vini; non bisogna dimenticare che questa regione vanta ben 25 D.O.C., di cui 10 nel solo Salento; non possiamo in questa sede analizzarle tutte, ma vogliamo farvi venir voglia di verificare direttamente la crescita qualitativa dei vini salentini, la quantità di riconoscimenti olfattivi che li caratterizzano, dandovi degli esempi di come siano in grado di accompagnare ogni tipo di piatto.
Cosa mettereste, ad esempio, in abbinamento con una bella zuppa di pesce? Senza andare molto lontano, un Salice Salentino - pinot bianco, prodotto in vari comuni della provincia di Lecce e Brindisi,vino caratteristico, fruttato, asciutto che ben si sposa con il piatto in esame, senza sovrastarlo, né esserne sovrastato; una pasta al pomodoro va a nozze con Alezio rosso giovane, così come un bel piatto di formaggi semiduri non può far a meno di un bel Matino rosato e così via, tenendo sempre presente che se è vero che esistono delle regole di massima per l'abbinamento cibo-vino, è altrettanto vero che la differenza è fatta sempre dal gusto personale e che, in ogni caso, quale che sia la preferenza di ognuno, i vini Salentini sono in grado di soddisfarle tutte.
Vocabolario dei termini sui vini