SANTA MARIA DELL'ALTO
(una chiesa poco conosciuta, vicino la stazione, all'interno del complesso Principe Umberto)

 

Tra la Chiesa del Sacro Cuore e la Stazione Ferroviaria, nascosta agli occhi della gente, internata, sempre chiusa da cancelli esterni, in un luogo poco felice, nel complesso dell'ex Istituto principe Umberto, ora destinata a scopi universitari, si trova Santa Maria dell'Alto. Anche entrando oltre i cancelli, non la vedreste perché la facciata non è più esistente. Peccato! Ha avuto poca fortuna.
La prima costruzione risale al 1570 con annesso il convento dei padri cappuccini. La chiesa era bella e a due ordini di colonne, fu edificata in occasione di un miracolo. Si narra che un cieco e storpio nei piedi, passava da quel luogo in groppa ad un asino, quando gli apparve la Vergine che gli restituiva la vista e l'uso delle gambe, se solo avesse tracciato per terra un grande cerchio dove Ella voleva fosse costruita una grande chiesa in suo onore, e così fu. Nel 1600 risultando piccola fu ampliata e così il convento fu ingrandito per dare più spazio ai molti padri. Si dice che fosse il convento più bello non solo di Lecce, ma di tutto il Regno, grande da ospitare più di 100 cappuccini, con spaziosi giardini ricchi di alberi da frutto. Molti frati eccelsero nelle lettere e nella santità, come Fra Egidio, Fra Giacomo, ecc.
Nella vecchia Chiesa vi era sull'altare maggiore un bellissimo dipinto della Vergine eseguito a Venezia, e commissionato da un ricco leccese: Giacomo Mele. Nel 1600 questo dipinto fu restaurato e spostato in una cappella laterale, poi se ne persero le tracce, anche se la Vergine fece molti miracoli ed aveva liberato molti indemoniati.
La Chiesa fu rifatta nel 1673, poi ricostruita ed ingrandita varie volte fino alla visione attuale che è di fine settecento. L'interno è ad un'unica navata molto lunga, quattro altari a destra e quattro a sinistra, tutti del 700 in buone condizioni. Alcune tele antiche e quelle settecentesche sono ancora in loco, altre sono state rimesse. L'altare maggiore in marmo è opera recente e si trova da quando fu tolto quello originale che era in pietra leccese. In questa Chiesa vi era un dipinto bellissimo del Crocifisso, poi andato perduto, opera del leccese Antonio Della Fiore, pittore vissuto agli inizi del 600. Soppresso l'ordine dei cappuccini nel 1812, il Convento diventò Orto Agrario e dopo Orfanotrofio Femminile (quello maschile si trovava all'Istituto Garibaldi, ex convento dei padri Agostiniani).
Nel 1851 diventò educando femminile ed in quegli anni furono costruiti gli archi neoclassici e distrutta la facciata della Chiesa. Nel 1865 l'Istituto si intitolò al principe Umberto di Savoia in occasione di una sua visita a Lecce.
Molto è stato cambiato in tutti questi anni, dallo sfacelo della Chiesa, all'aspetto del Convento che con la costruzione della ferrovia, modificò il volto dell'orto dei frati cappuccini.

 

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