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 (a
38 km da Lecce)
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Punta estrema sul
versante orientale dell'Italia, Otranto dista appena 70 Km dalla
costa balcanica e ciò ne ha contrassegnato nel bene e nel
male il suo destino in quanto centro di intrecci economici e
culturali tra oriente e occidente. Le sue origini sono
piuttosto lontane ed incerte ma quello che più conta è
il suo sviluppo tanto da farne il capoluogo naturale dell'estremo
tacco d'Italia cui da anche il nome di Terra d'Otranto. Otranto
era anticamente chiamata Hydruntum (dal fiumicello Idro che sfocia
nel porto) fu città greca, forse fondata dai Tarantini e
poi municipio romano; per la sua posizione Otranto fu un porto
frequentato soprattutto in età romana repubblicana per i
rapporti tra Italia e Grecia. Nel medioevo Otranto fu uno dei
più importanti centri del dominio bizantino in Italia, ed
ebbe vescovo greco. Fu occupata solo per breve tempo dai
Longobardi (757-58); ridottasi nel IX sec. l'occupazione bizantina
della Puglia all'estremità del Salento, Otranto ne divenne
il capoluogo e il centro militare e diede il nome alla regione
(Terra d'Otranto). Fu più volte assalita dai Saraceni. Con
Bari e Taranto, Otranto, fu anche il fulcro dell'ultima resistenza
bizantina contro i Normanni (1054-68) e cedette solo nel 1070
circa a Roberto il Guiscardo. Ebbe nei sec. XI e XII una vita
intensa, per i mercanti veneziani, dalmati e levantini che
frequentavano il suo porto e per il movimento delle Crociate. Ma
in seguito decadde col prevalere di altre città vicine. La
storia di Otranto è segnata dall'invasione dei Turchi del
1480 ed al conseguente martirio di 800 otrantini che difesero sino
all'ultimo la loro fede cristiana. Otranto nel 1480 fu
aggredita e assediata dalla flotta turca di Maometto II,
intervenuta nella lotta tra Venezia e gli Aragonesi, sotto il
comando di Achimede Pascià. Otranto non avendo avuto
soccorso da Napoli capitolò dopo 15 giorni. I Turchi
massacrarono nel Duomo il vescovo Stefano Pendinelli, il clero e
il popolo che vi era rifugiato: sul vicino colle della minerva,
furono uccisi i prigionieri superstiti (gli "800 martiri"
di Otranto). Le loro ossa ora sono conservate nella Cattedrale di
Otranto in 7 armadi molto grandi e in parte nella chiesa di Santa
Caterina a Napoli. A tale evento seguì un periodo di
declino di cui beneficiò la città di Lecce.
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Oggi
Otranto si presenta come una cittadina che conserva gelosamente la
sua storia ed i suoi pochi ma significativi monumenti. L'intero
centro storico esprime fra vicoli e piazzette una continua
manifestazione di dettagli architettonici testimoni del tempo e
della bravura degli scalpellini nel lavorare la pietra. Nello
stesso tempo, Otranto si presenta all'attenzione del turista con
il suo inconfondibile mare, l'ospitalità naturale della
gente e le sue qualificate strutture ricettive alcune delle quali
gestite da operatori internazionali. Ne risulta un raro esempio
di località dove è possibile unire al piacere del
mare l'interesse verso la storia e l'architettura. Una serie di
manifestazioni culturali, spettacoli, feste popolari animano
l'estate idruntina. Negli ultimi anni va affermandosi il Festival
di Terra d'Otranto manifestazione di cultura e spettacoli
espressione dei popoli del Mediterraneo.
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Il
monumento più importante è senza dubbio la
Cattedrale (Annunziata), solenne tempio pieno di silenzio, sacro
per le memorie della strage del 1480. Fondata intorno al 1080
(cripta), fu eretta nella seconda metà del sec. XII e
parzialmente rifatta dopo il 1481; i moderni restauri la hanno
liberata dalle soprastrutture barocche sei-settecentesche. La
facciata ha sopra il ricco portale barocco (1674), una bellissima
rosa a 16 raggi con fini trafori gotici, risalenti alla fine del
'400. In passato è stata sottoposta a ristrutturazioni
in seguito ai danneggiamenti subiti durante l'invasione turca, si
affaccia su una piccola piazza da dove è possibile ammirare
il rosone riccamente decorato dal sapiente lavoro degli
scalpellini. All'interno si sviluppa sul pavimento un mosaico di
circa 600 mq opera del monaco Pantaleone (XII sec.) che intese
rappresentare, con un intreccio infinito di tessere policrome di
calcare durissimo, l'albero della vita. In un'apposita
Cappella all'interno sono conservate le reliquie di una parte
degli 800 martiri e sotto l'altare è conservato il ceppo
della decapitazione; le reliquie degli altri martiri sono
conservate nella Chiesa di Santa Caterina a Napoli. Sempre dalla
Cattedrale, anche se grazie al gioco dei dislivelli gode di un
accesso diretto dalla strada, si entra nella Cripta fra i cui
particolari vi sono le 42 colonne di stile diverso. Altro sito
importante è il Castello Aragonese ubicato nell'angolo sud
- ovest della città a poca distanza dalla Cattedrale.
Progettato su base pentagonale con ampio fossato e porta
d'ingresso rivolta verso la città, presentava su tre angoli
delle torri, su un altro uno spuntone proteso verso il mare mentre
il quinto angolo non presentava alcun organo di fiancheggiamento.
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Di
quanto realizzato dagli Aragonesi rimane solo una torre mentre il
resto della costruzione è da attribuire ai Vicerè
Spagnoli. Le sue sale interne mostrano interessanti affreschi e
rappresentano un vero e proprio patrimonio dal punto di vista
architettonico: eccezionale è la sala triangolare con la
volta a forma di chiglia di nave realizzata con conci posizionati
a spina di pesce. E' famoso nel mondo per essere stato il primo
castello ad essere infestato dai fantasmi come risulta dal romanzo
The Castle of Otranto di Horace Walpole. Altri luoghi otrantini
che meritano di essere visitati sono la Chiesa di San Pietro, la
Chiesa di San Francesco di Paola sul colle dei Martiri e i resti
dell'abbazia di S. Nicola di Casole. La chiesa di San Pietro:
costruzione bizantina del X-XI secolo. E' di rilevante interesse
perché possiede nel suo interno numerosi affreschi.
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