Parrocchia della
Trasfigurazione N.S.G.C.
La facciata
La Chiesa Madre è la più importante del
paese, non solo per le dimensioni, ma anche per la sua origine e la sua storia. E
stata costruita nel 1300, ma tre secoli dopo, visto laumentato numero di abitanti si
decise di ricostruirla totalmente. Oggi si trova in Largo Chiesa, nel centro storico del
paese. La facciata, del XVIII secolo, rialzata di tre gradini rispetto al piano di
calpestio si sviluppa soprattutto in senso verticale, la stessa è divisa in due ordini da
una cornice con ricco ornato di foglie di acanto, sormontato nel punto intermedio da una
testina di angelo. Lordine inferiore è costituito lateralmente da semplici lesene
poggianti su plinti con al centro lo stemma coronato di Poggiardo; il secondo ordine,
invece, è candito da paraste coniche in corrispondenza delle corinzie inferiori, è
composto da due zone laterali con due nicchie simili a quelle inferiori, e la zona
centrale, che ospita una grande e sfarzosa finestra circolare.
La
navata e il transetto
La navata, dalla parete absidale a quella dirimpettaia è lunga circa 40 metri e larga
8, il transetto lungo 22 metri e largo 8,30 con la parte destra più lunga leggermente di
quella sinistra. Nellincrocio formano quattro archi. In fondo ai due bracci del
transetto si addossano i due altari più monumentali: lAltare di S. Luigi Gonzaga e
lAltare di SOronzo. Oltre a questi, rivestono notevole importanza non per la
maestosità ma quanto, soprattutto, per la bellezza gli altri altari presenti; lAltare
delle Anime Sante o di S. Anna, lAltare della Madonna del Rosario, lAltare del
Crocefisso, lAltare di S. Antonio, lAltare di S. Giuseppe
da Copertino, Altare Maggiore e Ciborio e la Cappella della Fonte Battesimale. Oltre agli
altari da vedere vi sono anche le Statue e le tele ad ornamento degli stessi, nonché gli
oggetti darte nella Sagrestia.
Cripta S. Maria degli Angeli
La Cripta, riportata alla luce e resa agibile nel 1929, si trova
nel cuore del paese in via Don Minzoni sotto la sede stradale nei pressi della Chiesa
Madre. La planimetria della cripta di derivazione orientale, è a
tre navate concluse da absidi a profilo curvo; quattro pilastri dividono l'aula in nove
campate, ma di essi solo due sono ancora presenti mentre degli altri, crollati, rimangono
solo i basamenti. tale planimetria è stata accostata alle forme delle chiese
tardo-bizantine con pianta quadrata o comunque centrica, della cosiddetta "seconda
età dell'oro"; il modello più prossimo a cui è stata paragonata, insieme al
"San Salvatore" di Giurdignano, è il "S. Pietro" ad Otranto;
"planimetrie, dunque, tipicamente analoghe alla Cattolica di Stilo, fedele filiazione
degli esempi greci e constantinopoliniani, anche se è evidente (nella cripta) mancanza di
organicità o meglio di razionale sistematicità iconografica". Il pavimento è in
terra battuta, mentre il soffitto originario, non più esistente era di altezza media di
metri 2,20 e aveva forma per lo più pianeggiante, come è deducibile da piccole zone
ancora presenti. Tutta la cripta era originariamente decorata con figure di Santi, ed
esattamente partendo dalla parete Sud-Ovest vi si trovavano le figure del Santo Vescovo,
S. Giorgio, S. Giovanni Teologo, S. Giovanni Battista, sulla parete posta a Nord-Est
invece erano presenti le figure di S. Michele, S. Giuliano, la Madonna
col Bambino e San Nicola, S. Giovanni
Teologo e S. Gregorio Nazianzeno, Cristo in trono con S. Anastasio e S.
Maria di Magda, accanto al Cristo, sulla destra, è rappresentato olosomo S. Anastasio con
gli attributi del martirio, a seguire vi si trovavano le Figure di S.Demetrio e S.Nicola,
continuando S. Giorgio, la Madonna col Bambino, San Lorenzo,
la Vergine tra Arcangeli, S. Stefano,
l'Arcangelo Michele e i SS. Cosma e Damiano chiudevano la serie delle figure presenti. Al
di fuori degli affreschi distrutti - situati sul pilastro scomparso del naos - e della
Vergine con Bambino (inizio XV sec.), anch'essa scomparsa, tutto il ciclo pittorico può
essere datato tra lXI e il XIII sec. Pertanto si tratta di affreschi interessanti
non solo per i nuclei agiografici, ma anche per la loro caratterizzazione in rapporto alla
società del tempo: ci troviamo, infatti, di fronte a Santi legati all'ambito militare, a
quello medico, a quello sacerdotale e a quello diaconale; ambito quest'ultimo presente con
i santi diaconi romani Stefano e Lorenzo, significativamente affrescati ai lati della
abside centrale. Ora, tali affreschi, si trovano nel Museo degli Affreschi Bizantini.
Museo degli affreschi Bizantini
I l progetto fu elaborato intorno al 1970 in modo da riprodurre il
perimetro ed il disegno della cripta originaria a cui si rimanda per maggiori
informazioni.
Gli affreschi sono sistemati secondo la collocazione originaria con piccole differenze.
Planimetria e Affreschi della Cripta S. Maria degli Angeli
Villa Episcopo -
Giardino d'Europa
Il Giardino Episcopo di Poggiardo si trova presso l'omonima Piazza
ed è stato realizzato, verso la fine dell'Ottocento. nel rispetto di quelli che erano gli
schemi del tempo. Quando infatti in Europa. e parzialmente in Italia, il giardino di tipo
inglese raccoglieva sempre più consensi, nella nostra regione venivano concepite forme
architettoniche ancora molto simili a tipologie rifacentesi agli schemi classici del
giardino all'italiana, con siepi, aiuole e forme geometriche.
Questo giardino si inserisce con diritto fra gli esempi più, esplicativi di architettura
del paesaggio salentino e rappresenta un modello del giusto equilibrio tra ampiezza,
localizzazione delle aiuole e scelta della specie, in rapporto anche alle dimensioni del
paese al quale appartiene e del suo ruolo nella Terra d'Otranto.
A tal punto e' interessante far riferimento a Cosimo De Giorgi che così lo descrisse nel
1887:
"Rigirando sul lato meridionale della Chiesa, ci troveremo nella piazza del
mercato, di forma quasi triangolare, ombreggiata in parte dalle robinie ombracolifere, e
nella quale da un lato sorge il palazzo dei signori Episcopo. miei carissimi amici. e
dall'altro si dimena la via che mena a Santa Cesarea. Qui e' d'uopo arrestarsi per
ammirare il superbo giardino di questi signori altrettanto colti e gentili. E' veramente
luogo di delizia. La pianura sembra trasformata in morbide ondulazioni. in terreno le
nostre piante ornamentali hanno ceduto il posto alle esotiche; le grotte litorali lungo
l'Adriatico hanno contribuito fornendo alle loro consorelle, foggiate artificialmente, i
loro sassi cariati e bizzarramente conformati e le loro bianche stalattiti calcare. La
flora di diverse regioni d'Italia ha mandato qui I suoi rappresentanti, e questi adornano
le aiuole e vegetano nelle tiepide aranciere, artistiche all'esterno, comode, spaziose e
ben riparate da geli invernali nell'interno. Le camelie, le azalee. le gardenie, i
rododendri crescono in piena area all'ombra dei pini; mentre le arancarie, i cedri, le
tuje e gli aranci dispiegano la loro chioma sempreverde e profumata accanto agli eucalipti
ed alle pinte che si arrampicano su eleganti chioschi di forme svariate e tutte
pittoresche!
E' un piccolo Eldorado!"
Oggi il Giardino Episcopo e' visitabile su gentile concessione della famiglia
Episcopo.
Castello Guarini
Ubicato al centro del paese ed esattamente in Piazza Umberto I°,
il Castello Guarini fu eretto, almeno la parte più antica, non oltre la metà del XIV
sec..
Di proprietà di Marco Antonio Guarini di Lecce era descritto in questo modo :
" E terra con mura e fossato, con castello allentrata, con cento
fuochi (
); ha due miglia di territorio ed è terra fertile di vino. Olio e frumento;
sta in una bella pianura. Possiede due appezzamenti: uno seminativo si chiama Soraniello,
laltro posseduto in parte si chiama Ortelle, ambedue congiunti e contigui al
Poggiardo"
Lultimo Guarini vissuto nel palazzo fu il Duca Francesco Antonio con la moglie
(1879).
Per qualche periodo mobili, tele, quadri e suppellettili rimasero al loro posto per la
gioia dei visitatori. In seguito a causa di deprecabili furti tutto fu trasferito a Lecce
nella Villa delle Tre Colline di proprietà dei Guarini.
Nel castello vi era un oratorio o cappella provata, in cui per privilegio concesso dalla
Santa Sede si celebrava la messa nei giorni festivi e in altri feriali per tutti quelli
che ci abitavano. Il fossato corrispondente fu recintato e convertito in "giardinetto
dagrumi" e attorno allantica fortezza sorsero altri corpi di fabbrica.
Le trasformazioni più vistose si ebbero lungo il secolo scorso. Il "giardinetto
dagrumi" prospiciente sulla Piazza Umberto I° cedette il posto alla
costruzione di vari ambienti a piano terra, supportanti lampio ed arioso terrazzo,
quasi sempre dati in locazione.
Oggi il Castello è in fase di ristrutturazione.
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