ITINERARIO STORICO-ARTISTICO di POGGIARDO
(centro abitato a 38km da Lecce)

Parrocchia della Trasfigurazione N.S.G.C.
La facciata
La Chiesa Madre è la più importante del paese, non solo per le dimensioni, ma anche per la sua origine e la sua storia. E’ stata costruita nel 1300, ma tre secoli dopo, visto l’aumentato numero di abitanti si decise di ricostruirla totalmente. Oggi si trova in Largo Chiesa, nel centro storico del paese. La facciata, del XVIII secolo, rialzata di tre gradini rispetto al piano di calpestio si sviluppa soprattutto in senso verticale, la stessa è divisa in due ordini da una cornice con ricco ornato di foglie di acanto, sormontato nel punto intermedio da una testina di angelo. L’ordine inferiore è costituito lateralmente da semplici lesene poggianti su plinti con al centro lo stemma coronato di Poggiardo; il secondo ordine, invece, è candito da paraste coniche in corrispondenza delle corinzie inferiori, è composto da due zone laterali con due nicchie simili a quelle inferiori, e la zona centrale, che ospita una grande e sfarzosa finestra circolare.

La navata e il transetto
La navata, dalla parete absidale a quella dirimpettaia è lunga circa 40 metri e larga 8, il transetto lungo 22 metri e largo 8,30 con la parte destra più lunga leggermente di quella sinistra. Nell’incrocio formano quattro archi. In fondo ai due bracci del transetto si addossano i due altari più monumentali: l’Altare di S. Luigi Gonzaga e l’Altare di S’Oronzo. Oltre a questi, rivestono notevole importanza non per la maestosità ma quanto, soprattutto, per la bellezza gli altri altari presenti; l’Altare delle Anime Sante o di S. Anna, l’Altare della Madonna del Rosario, l’Altare del Crocefisso, l’Altare di S. Antonio, l’Altare di S. Giuseppe da Copertino, Altare Maggiore e Ciborio e la Cappella della Fonte Battesimale. Oltre agli altari da vedere vi sono anche le Statue e le tele ad ornamento degli stessi, nonché gli oggetti d’arte nella Sagrestia.

Cripta S. Maria degli Angeli
La Cripta, riportata alla luce e resa agibile nel 1929, si trova nel cuore del paese in via Don Minzoni sotto la sede stradale nei pressi della Chiesa Madre. La planimetria della cripta di derivazione orientale, è a tre navate concluse da absidi a profilo curvo; quattro pilastri dividono l'aula in nove campate, ma di essi solo due sono ancora presenti mentre degli altri, crollati, rimangono solo i basamenti. tale planimetria è stata accostata alle forme delle chiese tardo-bizantine con pianta quadrata o comunque centrica, della cosiddetta "seconda età dell'oro"; il modello più prossimo a cui è stata paragonata, insieme al "San Salvatore" di Giurdignano, è il "S. Pietro" ad Otranto; "planimetrie, dunque, tipicamente analoghe alla Cattolica di Stilo, fedele filiazione degli esempi greci e constantinopoliniani, anche se è evidente (nella cripta) mancanza di organicità o meglio di razionale sistematicità iconografica". Il pavimento è in terra battuta, mentre il soffitto originario, non più esistente era di altezza media di metri 2,20 e aveva forma per lo più pianeggiante, come è deducibile da piccole zone ancora presenti. Tutta la cripta era originariamente decorata con figure di Santi, ed esattamente partendo dalla parete Sud-Ovest vi si trovavano le figure del Santo Vescovo, S. Giorgio, S. Giovanni Teologo, S. Giovanni Battista, sulla parete posta a Nord-Est invece erano presenti le figure di S. Michele, S. Giuliano, la Madonna col Bambino e San Nicola, S. Giovanni Teologo e S. Gregorio Nazianzeno, Cristo in trono con S. Anastasio e S. Maria di Magda, accanto al Cristo, sulla destra, è rappresentato olosomo S. Anastasio con gli attributi del martirio, a seguire vi si trovavano le Figure di S.Demetrio e S.Nicola, continuando S. Giorgio, la Madonna col Bambino, San Lorenzo, la Vergine tra Arcangeli, S. Stefano, l'Arcangelo Michele e i SS. Cosma e Damiano chiudevano la serie delle figure presenti. Al di fuori degli affreschi distrutti - situati sul pilastro scomparso del naos - e della Vergine con Bambino (inizio XV sec.), anch'essa scomparsa, tutto il ciclo pittorico può essere datato tra l’XI e il XIII sec. Pertanto si tratta di affreschi interessanti non solo per i nuclei agiografici, ma anche per la loro caratterizzazione in rapporto alla società del tempo: ci troviamo, infatti, di fronte a Santi legati all'ambito militare, a quello medico, a quello sacerdotale e a quello diaconale; ambito quest'ultimo presente con i santi diaconi romani Stefano e Lorenzo, significativamente affrescati ai lati della abside centrale. Ora, tali affreschi, si trovano nel Museo degli Affreschi Bizantini.

Museo degli affreschi Bizantini
I l progetto fu elaborato intorno al 1970 in modo da riprodurre il perimetro ed il disegno della cripta originaria a cui si rimanda per maggiori informazioni.
Gli affreschi sono sistemati secondo la collocazione originaria con piccole differenze.
Planimetria e Affreschi della Cripta S. Maria degli Angeli

Villa Episcopo - Giardino d'Europa
Il Giardino Episcopo di Poggiardo si trova presso l'omonima Piazza ed è stato realizzato, verso la fine dell'Ottocento. nel rispetto di quelli che erano gli schemi del tempo. Quando infatti in Europa. e parzialmente in Italia, il giardino di tipo inglese raccoglieva sempre più consensi, nella nostra regione venivano concepite forme architettoniche ancora molto simili a tipologie rifacentesi agli schemi classici del giardino all'italiana, con siepi, aiuole e forme geometriche.
Questo giardino si inserisce con diritto fra gli esempi più, esplicativi di architettura del paesaggio salentino e rappresenta un modello del giusto equilibrio tra ampiezza, localizzazione delle aiuole e scelta della specie, in rapporto anche alle dimensioni del paese al quale appartiene e del suo ruolo nella Terra d'Otranto.
A tal punto e' interessante far riferimento a Cosimo De Giorgi che così lo descrisse nel 1887:
"Rigirando sul lato meridionale della Chiesa, ci troveremo nella piazza del mercato, di forma quasi triangolare, ombreggiata in parte dalle robinie ombracolifere, e nella quale da un lato sorge il palazzo dei signori Episcopo. miei carissimi amici. e dall'altro si dimena la via che mena a Santa Cesarea. Qui e' d'uopo arrestarsi per ammirare il superbo giardino di questi signori altrettanto colti e gentili. E' veramente luogo di delizia. La pianura sembra trasformata in morbide ondulazioni. in terreno le nostre piante ornamentali hanno ceduto il posto alle esotiche; le grotte litorali lungo l'Adriatico hanno contribuito fornendo alle loro consorelle, foggiate artificialmente, i loro sassi cariati e bizzarramente conformati e le loro bianche stalattiti calcare. La flora di diverse regioni d'Italia ha mandato qui I suoi rappresentanti, e questi adornano le aiuole e vegetano nelle tiepide aranciere, artistiche all'esterno, comode, spaziose e ben riparate da geli invernali nell'interno. Le camelie, le azalee. le gardenie, i rododendri crescono in piena area all'ombra dei pini; mentre le arancarie, i cedri, le tuje e gli aranci dispiegano la loro chioma sempreverde e profumata accanto agli eucalipti ed alle pinte che si arrampicano su eleganti chioschi di forme svariate e tutte pittoresche!
E' un piccolo Eldorado!"
Oggi il Giardino Episcopo e' visitabile su gentile concessione della famiglia Episcopo.


Castello Guarini
Ubicato al centro del paese ed esattamente in Piazza Umberto I°, il Castello Guarini fu eretto, almeno la parte più antica, non oltre la metà del XIV sec..
Di proprietà di Marco Antonio Guarini di Lecce era descritto in questo modo :

" E’ terra con mura e fossato, con castello all’entrata, con cento fuochi (…); ha due miglia di territorio ed è terra fertile di vino. Olio e frumento; sta in una bella pianura. Possiede due appezzamenti: uno seminativo si chiama Soraniello, l’altro posseduto in parte si chiama Ortelle, ambedue congiunti e contigui al Poggiardo"

L’ultimo Guarini vissuto nel palazzo fu il Duca Francesco Antonio con la moglie (1879).
Per qualche periodo mobili, tele, quadri e suppellettili rimasero al loro posto per la gioia dei visitatori. In seguito a causa di deprecabili furti tutto fu trasferito a Lecce nella Villa delle Tre Colline di proprietà dei Guarini.
Nel castello vi era un oratorio o cappella provata, in cui per privilegio concesso dalla Santa Sede si celebrava la messa nei giorni festivi e in altri feriali per tutti quelli che ci abitavano. Il fossato corrispondente fu recintato e convertito in "giardinetto d’agrumi" e attorno all’antica fortezza sorsero altri corpi di fabbrica.
Le trasformazioni più vistose si ebbero lungo il secolo scorso. Il "giardinetto d’agrumi" prospiciente sulla Piazza Umberto I° cedette il posto alla costruzione di vari ambienti a piano terra, supportanti l’ampio ed arioso terrazzo, quasi sempre dati in locazione.
Oggi il Castello è in fase di ristrutturazione.



 

 QUESTO ITINERARIO E’ STATO PRODOTTO DA:

www.salentoviaggi.com

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